Gli Umberto Emo si raccontano come solo Dio nella Bibbia

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La prima volta che sono inciampato sugli Umberto Emo è stato per puro caso su Youtube con questo pezzo:

 

 

Un brano pieno di rabbia e ritornelli totalmente nonsense al grido di:  “MARIO GIORDANO IL RETTILIANO” e l’inevitabile citazione ai Marò che mi ha subito conquistato.

Non è solo la qualità dei testi (che saranno pure nonsense ma sono molto più intelligenti della stra grande maggioranza delle produzioni indie), ma anche la ricercatezza compositiva, la qualità del suono.

Insomma :

Più Umberto Emo e meno Brunori Sas

Dopo aver consumato la loro playlist su youtube  sono andato sulla loro pagina Facebook, ma era mezza abbandonata.
La loro bio dice:

“Un personaggio online un po’ contro tutti e un po’ contro sé stesso. Nel dubbio, non supportare. Se ti offende, è evidente quanto Internet non faccia per te.”

 

Insomma, l’ennesimo bel prodotto di internet che non avrebbe avuto un seguito.

 

E invece la settimana scorsa…

 

A sorpresa è uscito il primo album degli Umberto Emo.

Potete ascoltarlo facile facile da qui.

 

L’intervista

Ho stalkerato un po’ Pietro Falezza, il cantante degli Umberto Emo, per capire un po’ di che progetto si tratta.

(Mi ha mandato dei maledetti file audio che sono impazzito a sbobinare, ma gli vogliamo stra bene uguale per averci risposto)

Come sono nati gli Umberto Emo?

Male.(ride ndr)

 

Chi c’è dietro questo progetto?

Gli Umberto Emo siamo io (Pietro), Andrea, Matteo, l’altro Andrea, detto Miglia, Mauro, Palita.
Poi in realtà ci sono tutti gli amici che ci supportano e che ci hanno dato una mano nel corso del tempo anche solo per suonare a una data.
Quindi siamo più un collettivo che una band.

 

Ho visto che non suonate praticamente mai live?.
Scelta o non ci state dentro con gli impegni?

Potrei dirti che è stata una scelta, perché all’inizio è stata una scelta, però starei mentendo clamorosamente.
In realtà quando possiamo suonare ci fa molto piacere farlo, al di la di quello che possiamo scrivere sulle pagine (Facebook ndr).

 

Speranza in un live?

Purtroppo abbiamo tutti quanti delle vite private molto incasinate e quindi facciamo molta fatica a stare dietro a tutto.
Comunque da questo disco e dal release party usciranno un po’ di novità e quindi dovremmo essere in gradi di suonare di più.
Non facciamo promesse, perché non possiamo farle nemmeno a noi stessi, e per quelli sfortunati che hanno un partner non le facciamo neanche ai partner. (ride ndr)
Pero’ cazzate a parte non sappiamo cosa riusciremo a fare, sicuramente alteranno fuori un bel po’ di novità.

 

Per alcune cose il progetto sembra molto una sorta di LOL-core, come il LOL-rap di Aggettivo 7 o Chef Ragoo, anche i primi pezzi fuori da Disco Infermo sono molto curati, ottimo song-writing (ma) con testi veramente demenziali.
Insomma il succo è:  siete soli o esiste una scena di questo genere?

Si esiste una scena, si chiama scena Indie.
Tutta la scena Indie, tutta la scena Emo, tutta la scena Hardcore.
Perché siamo tutti una massa di pagliacci. Notare che dico “siamo” perché lo siamo tutti in realtà.

Siamo contenti in realtà di come sono le varie scene come no. Non pensiamo di inserirci bene in una scena piuttosto che un altra. Siamo nati dalla scena Hardcore, tanti di noi ci hanno suonato per anni, però non si limita lì.
Non nego che la cosa sia partita quando ci siamo stufati di certe situazioni e abbiamo iniziato a  voler fare le cose a cazzo di cane, per ridere tra di noi.

Sicuramente adesso nell’Indie va molto una scena così con un filo molto ironico o post-ironico, che non so tanto quanto sia voluto o meno. In ogni caso non saprei dove collocarci.

 

Disco Infermo : l’album è molto bello ben curato. è totalmente autoprodotto? Roba da studio in casa?

Intanto ti ringrazio per i complimenti, mi fa molto piacere che ci sia stato questo tipo di risposta da tante persone.
L’album totalmente autoprodotto.
Il nostro buon chitarrista Matteo è anche un piccolo genietto dell’ingegneria audio e oltre ad aver studiato ste cose le trattava e le tratta abitualmente, tanto che ha insegnato poi a me altre sfacettature a livello compositivo e di recording.
Quindi rispondendo alla tua domanda: si è auto-prodotto.
Abbiamo iniziato a scrivere la parte di pre-produzione da parte di miei canovacci per poi riprendere anche altro materiale magari scritto da altri, imbastirlo e unirlo in un unico risultato che fosse coerente e coeso, o almeno ci prova.

 

L’album è molto eterogeneo , ci sono pezzi trap e pop insomma ha un sacco di livelli e rende tutto molto bene insieme.

Allora ti ringrazio perché una di quelle cose che è davvero voluta.
Se noi seguissimo un filone unico non troveremmo forse nemmeno un punto d’accordo. Avremmo potuto fare un disco dove tutti i pezzi fossero come Cidneo o come Disco Infermo.
Però non è nel nostro stile, anche p
erchè ha ampliato i gusti musicali di ognuno.
Io stesso nel disco ci sono cose che non avrei mai pensato di cantare e dire.

Alla fine mi sono divertito un botto e mi è piaciuto farlo.

Se questo è un side project che fate oltre gli Umberto Emo.

Matteo produce e fa, ha il suo materiale sul suo  SoundCloud
Andrea anche lui scrive qualcosa, non so in che termini, comunque ha del materiale up.
Io ho un altro gruppo alternative, chiamato Trè Hùs

 

Ultima domanda e ti ringrazio della pazienza.

Intanto grazie a voi dello spazio, speriamo di non beccare denunce.
Anche perché lo scopo di questo progetto non è di infamare al gente.
Al di la di quello che si pensa.

 

La fan base è in botta con le sad reaction e la parola “emo”
Perché? Da dove viene sta roba?

è una cosa fighissima secondo me, perché il concetto di emo si è molto ampliato secondo me, si è infilato, vuoi per influenze artistiche, vuoi per lati motivi,  in generi dove non si pensava fosse possibile, come ad esempio la Trap, che secondo me è una cosa fighissima.
Però diciamo che fondamentalmente sarà un trend, passerà come no, ma è un genere che è sempre esistito. E’ più il modo di scrivere che è un vero e proprio genere. perché come ogni  etichetta e buona fintanto che chi la pronuncia ci crede.

Secondo me la gente è in botta con la buona musica. Che sia post-ironica che sia musica seria o quant’altro, se la musica è di qualità anche in un modo perverso e strano del termine all lunga è qualcosa che può pagare e quindi siamo contenti di non appartenere alla categoria di persone che non fanno musica di qualità.

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