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In questi mesi si fa un gran parlare di punk rock dopo le uscite dei dischi bomba  di Lagwagon, Rancid e Sick of it all e l’exploit mortal kombat di Fat Mike verso un suo fan

Ma se questi nomi per qualcuno di voi hanno un senso è molto probabile che ne abbiate sentito parlare solo dopo il 1994.

Era il 1 Febbraio 1994 quando Dookie, terzo album dei Green Day, il primo per una major dopo due dischi per Lookout, uscì nei negozi di dischi.

Quel giorno venne aperto il vaso di Pandora del punk-rock, mettendo in luce una scena così ricca e potente da aver cambiato la vita a milioni di ragazzini. (anche meno magari… ma  a me m’ha dato un motivo per alzarmi la mattina e schiacciarmi i brufoli quando avevo quindici anni.)

Per quanto possano essere odiati dai puristi e idolatrati da schiere di dodicenni ( dodicenni ad oggi, quindi nati nel 2002! ) Billie Joe e soci hanno permesso a gruppi come Offspring, Rancid, Bad Religion, NOFX, Pennywise di arrivare a vendere milioni di dischi (una cifra enorme per una scena dopotutto di nicchia) e suonare sui palchi più importanti in giro per il mondo.

E infatti è di questo che si parla in ONE NINE NINE FOUR, un documentario, scritto e diretto da Jai Al-Attas e prodotto da una indipendente australiana che esplora dalla nascita fino al suo picco di massimo splendore la scena punk californiana.

Direttamente dalla voce di Tony Hawk vengono raccontati gli albori di quella scena dagli attori principali con interviste a Brett Gurewitz (Bad Religion e Epitaph Records) e  Fat Mike (NOFX e Fat Wreck Chords) che raccontano come sono nate esplose le loro etichette indipendenti tanto da scatenare una guerra con le major per accaparrarsi le band migliori come Offspring,  Rancid e Blink 182 fino agli stessi Bad Religion che molleranno Epitaph e Gurewitz per la Sony Records

Video di repertorio e i  racconti di  NOFX, Pennywise e Green Day, le testimonianze dei creatori del Vans Tour, i Vandals e la loro Nitro, la Lookout Records danno il quadro completo di una delle scene più rappresentative di quegli anni.

il video è totalmente in inglese non sottotitolato. ma tolto Tim Amstrong che parla come se uno gli avesse vomitato in bocca il resto è abbastanza facile da capire.