Maurizio Galimberti, l’artista istantaneo

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Ve la ricordate la Polaroid? Si, la scatoletta di plastica che sputava la foto subito dopo lo scatto, quella che veniva regalata dallo zio alla prima comunione tra gli anni 80 e 90.

Maurizio Galimberti non l’ha mai scordata e anzi, ne ha fatto un mezzo per creare vere e proprie opere d’arte che vengono esposte nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo.
La sua tecnica più nota è, in pratica, un mosaico di polaroid dove il soggetto è scomposto e ricomposto creando un effetto dinamico e tridimensionale. I più attenti troveranno l’influenza di Boccioni e Duchamp.

Una delle sue opere più famose è sicuramente il ritratto di Johnny Deep, copertina del  “Times Magazine” del 2003, ma ha immortalato anche Lady Gaga, Robert De Niro, Helen Mirren, Mario Monicelli ed altri personaggi noti e non noti.
In un periodo come il nostro, in cui si parla quasi ed esclusivamente di prestazioni della fotocamera, di megapixel e di altri noiosissimi tecnicismi, un uomo con la cara e vecchia polaroid, con le lenti in plastica ci riporta tutti con i piedi per terra e ci fa capire che la creatività e non viene dallo strumento che si usa.

 

A.B.

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